Qeeboo, il design che trasforma gli oggetti in favole contemporanee

Qeeboo, il design che trasforma gli oggetti in favole contemporanee

Stefano Giovannoni ha trasformato Qeeboo in uno dei marchi più riconoscibili del design contemporaneo, capace di fondere ironia, immaginazione e ricerca estetica in oggetti dal forte impatto narrativo. Nato sedici anni fa come “Next Generation Brand”, Qeeboo si distingue per un linguaggio pop e visionario, popolato da figure antropomorfe e zoomorfe che trasformano arredi e lampade in vere icone emotive.

Simbolo perfetto di questa filosofia è la celebre Giraffe in Love di Marcantonio: una giraffa-scultura che sorregge un chandelier classico, capace di unire leggerezza, poesia e stupore in un unico oggetto.

Al recente Salone del Mobile, Qeeboo ha presentato nuove creazioni come la Kaya Chair di Paola Navone e la Hoodie Lamp firmata dallo stesso Giovannoni insieme a Job Smeets, confermando la vocazione del brand per un design giocoso ma sofisticato.

Importanti anche le collaborazioni con Ichendorf Milano, Fiorucci e FIAT, che ampliano ulteriormente l’universo creativo di Qeeboo.

Oggi il marchio guarda con crescente interesse agli Stati Uniti, in particolare a Miami, mercato ideale per un’estetica pop, colta e fortemente identitaria. Un percorso che conferma la capacità di Qeeboo di trasformare il design in esperienza narrativa e immaginario contemporaneo.

Come TortelliniBò ha rivoluzionato il tortellino bolognese

Come TortelliniBò ha rivoluzionato il tortellino bolognese

Tradizione artigianale e innovazione tecnologica possono convivere? Secondo TortelliniBò sì. Il progetto nato dall’incontro tra Giuseppe Tarantino, l’imprenditore Paolo Mazza e Angelo Carignano ha trovato una soluzione a una delle sfide più difficili della cucina emiliana: produrre tortellini freschi di qualità artigianale in quantità adatte alla ristorazione moderna.

Per anni, i tentativi di automatizzare la produzione dei tortellini bolognesi si erano scontrati con un limite tecnico: il ripieno tradizionale, composto da prosciutto crudo, Parmigiano Reggiano, lonza, mortadella e sale, risultava troppo morbido per essere lavorato dalle macchine senza aggiungere pane o pangrattato. TortelliniBò è riuscita invece a mantenere la ricetta autentica grazie a uno studio accurato dello chef Tarantino e all’utilizzo di tecnologie avanzate.

Il risultato è un tortellino fresco, naturale e senza conservanti, capace di mantenere gusto e consistenza anche dopo il congelamento. La produzione avviene attraverso una speciale “tortellinatrice”, che permette di aumentare le quantità senza sacrificare qualità, freschezza e identità del prodotto.

Accanto alla ricetta classica, il progetto ha sviluppato anche varianti gourmet come il tortellino di mare, quello vegetariano e la versione al pollo. La stessa tecnologia viene applicata anche ad altri formati di pasta, tra cui tagliatelle, paccheri e spaghetti quadrati.

Dopo il successo ottenuto in Italia e gli apprezzamenti ricevuti durante eventi internazionali come la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo ad Amsterdam, TortelliniBò guarda ora ai mercati esteri, in particolare agli Stati Uniti e al Medio Oriente, con l’obiettivo di esportare un modello innovativo di ristorazione italiana veloce ma autentica.

Nuovo accordo siglato tra ITALIC-US e CONFINDUSTRIA ABRUZZO MEDIO ADRIATICO

Nuovo accordo siglato tra ITALIC-US e CONFINDUSTRIA ABRUZZO MEDIO ADRIATICO

ITALIC-US e CONFINDUSTRIA ABRUZZO MEDIO ADRIATICO insieme per valorizzare i prodotti del Medio Adriatico.

Il presidente Fabio Maggesi è lieto di annunciare che è stato siglato un Protocollo di intesa tra la Fondazione ITALIC-US e CONFINDUSTRIA ABRUZZO MEDIO ADRIATICO con l’obiettivo di dare voce alle eccellenze del territorio Abruzzese che ambiscono ad uscire dai confini regionali ed ancor più dai confini Nazionali.

Mediante le istituzioni, gli eventi su territorio americano e mediante i progetti editoriali della Fondazione, finalmente anche il tessuto di eccellenza Abruzzese e del medio Adriatico in genere potrà presentarsi negli Stati Uniti con il vigore e la qualità che lo contraddistingue.

Sono già in corso i primi eventi istituzionali finalizzati ad assistere le aziende del territorio ad una più attenta guida per affrontare con coscienza il tanto ambito mercato statunitense.

Con questa Partnership un passo ancora più concreto verso la promozione oltre oceano del nostro Fantastico territorio.

Eyepetizer: occhiali made in Italy ispirati alle città del mondo

Eyepetizer: occhiali made in Italy ispirati alle città del mondo

Eyepetizer, marchio made in Italy fondato da Federico Vitali e Cristina Guglielmino, porta al Mido di Milano la creatività e l’artigianalità italiane applicate al design degli occhiali. Le collezioni si ispirano a città come Parigi, New York, Cape Town, Marrakech, Roma e Shanghai, trasformando colori e atmosfere urbane in lenti e montature originali: rosa delle facciate di Porto, ocra dei muri marocchini, blu notte parigino, giallo acido di Shanghai.

Il brand unisce ricerca tecnica e leggerezza, riportando in auge l’acciaio ultra sottile e le finiture colorate, pur mantenendo un prezzo accessibile (sotto i 200 euro) e senza esibire loghi. Ogni occhiale diventa un oggetto di design, capace di vestire e decorare il volto, offrendo un’esperienza visiva nuova e originale.

Eyepetizer esplora anche soluzioni innovative e concettuali, come la linea Eyes-cream, occhiali da lettura presentati come gelato in locali selezionati, dimostrando il gusto per l’ironia e l’“out of the box thinking”. Il marchio conta negozi a Milano (via Marsala), Polignano a Mare e Ibiza, ed è presente su mercati internazionali come Europa, Russia, Messico e India.

Ciro Di Maio porta Napoli a Brescia con la pizza di scarola e la Margherita Fujuta

Ciro Di Maio porta Napoli a Brescia con la pizza di scarola e la Margherita Fujuta

Chef Ciro Di Maio, originario di Napoli e oggi attivo a Brescia con il suo locale San Ciro, riporta in auge la tradizione della pizza di scarola natalizia, reinterpretandola con ingredienti come alici, olive nere, uvetta, pinoli tostati e un filo di olio e peperoncino fresco. Per chi preferisce un’alternativa vegetariana, propone una versione senza alici, mantenendo gusto e anima del piatto.

Lo chef racconta Napoli attraverso i sapori, utilizzando prodotti DOP come mozzarella di bufala, olio, pomodorini del Piennolo, ricotta e porchetta di Ariccia. La sua filosofia artigianale valorizza la materia prima e l’impasto, calibrando idratazione e cottura in base alle condizioni quotidiane, dando carattere e unicità a ogni pizza.

Tra le creazioni simboliche spicca la Margherita Fujuta, dedicata a Totò, ispirata alla leggenda degli spaghetti “fujute” di Eduardo De Filippo: tutti gli ingredienti della Margherita vengono impastati insieme, rendendo visibile solo il gusto e non gli elementi singoli, in un omaggio alla cucina napoletana e alla sostenibilità.

Oltre al gusto, le pizze di Di Maio offrono benefici per la salute: mozzarella e impasto contengono triptofano, precursore della serotonina, mentre pomodoro e basilico apportano antiossidanti, proprietà antinfiammatorie e digestive, unendo tradizione e benessere in ogni morso.