L’artista catanese Matteo Mauro esplora un nuovo confine della creatività: dipingere con l’algoritmo. Le sue Inscriptions nascono dall’incontro tra matematica e intuizione, un linguaggio visivo in cui i segni fluiscono senza mai incrociarsi, generati da formule parametriche che l’artista sviluppa dal 2016, molto prima dell’attuale boom dell’intelligenza artificiale.
Il suo legame con il Barocco siciliano emerge nella ricerca dello stupore visivo, ma qui l’ornamento si trasforma grazie a una AI controllata dall’artista: la macchina non giudica né reinventa il proprio codice, ma esegue un sistema di regole capace di produrre infinite variazioni, come fa la natura stessa.
Nelle Micromegalic Inscriptions la pittura digitale prende forma da un accumulo di segni che diventano materia, mantenendo però la centralità del disegno, che per Mauro resta la traccia più pura dell’uomo. Emblematico il suo lavoro sulla Trionfo dell’Immacolata di Paolo de Matteis, dove colore e algoritmo dialogano tra realtà e trascendenza.
Professore di arte digitale in istituzioni internazionali come UCL e LSBY, con opere esposte alla Royal Academy of Arts e al Grand Palais, Mauro è stato di recente protagonista ad Artissima (Torino), nella Main Section della Prometeo Gallery di Ida Pisani, con una nuova serie di Inscriptions on Canvas: un ritorno alla tela, con strumenti completamente nuovi.


