Il vino come vita: l’arte e la filosofia di Riccardo Cotarella

Il vino come vita: l’arte e la filosofia di Riccardo Cotarella

Per Riccardo Cotarella, il vino non è solo una bevanda: è una creatura viva, capace di “sentire” e “parlare”. Considerato uno degli enologi più famosi al mondo, Cotarella ha firmato vini in ogni angolo del pianeta – dal Giappone alla California – mantenendo intatta una visione umile e profonda: il vino si guida, ma non si comanda.

Nel suo libro autobiografico “Il vino, la mia vita” (Rizzoli), Cotarella ripercorre un’avventura iniziata quasi per caso, quando il padre lo spinse a iscriversi alla facoltà di Agraria. Da quel momento, il rapporto con il vino si è trasformato in una storia d’amore lunga una vita. Dalla sua prima esperienza in una cantina Vaselli, Cotarella ha portato il vino italiano – e la cultura che lo accompagna – in giro per il mondo.

Per lui, il vino non è mai solo tecnica: è scienza, anima e identità di un territorio. Le sue numerose  esperienze sono diventate anche un ponte tra culture: in Giappone, dove le viti vengono coperte dalla neve per proteggerle, o in Georgia, culla ancestrale della viticoltura. Ovunque vada, Cotarella si adatta, ascolta, apprende – come se fosse sempre la prima volta.

Secondo lui, degustare un vino è un atto intimo e culturale, quasi rituale. Ogni sorso racconta una storia fatta di terroir, mani, stagioni e scelte. “Tu mangi, o bevi, ciò che sei”, afferma. E poi potreste mai concepire un matrimonio festeggiato con acqua?

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