Nevi, l’alta gioielleria che conquista le star

Nevi, l’alta gioielleria che conquista le star

Kelly Rutherford, icona di eleganza e volto amico di Nevi Gioielli, ha indossato più volte le creazioni della maison di Valenza, dalle collezioni Floris ai gioielli Nodus Aeternum, contribuendo a raccontare nel mondo l’eccellenza dell’alta gioielleria italiana.

 Nevi affonda le proprie radici nella tradizione orafa valenzana, unendo pietre preziose provenienti da tutto il mondo a una straordinaria maestria artigianale. Tra le creazioni più rappresentative spiccano Dentelle Unicum, raffinato intreccio di diamanti e gemme, e Amor Perennis, il fiore gioiello ispirato a un giardino sommerso, presentato durante la Milano Fashion Week.

Accanto all’eccellenza artigianale, Nevi punta anche sull’innovazione con Bolt, un sistema modulare che permette di personalizzare e trasformare i gioielli in autonomia, adattandoli allo stile e alle esigenze di chi li indossa.

Le creazioni della maison hanno conquistato anche il red carpet internazionale: dopo Kelly Rutherford, anche Catherine Deneuve ha scelto Nevi, indossando la collezione Orpheus al Festival di Cannes, confermando il prestigio di un marchio che continua a coniugare tradizione, creatività e innovazione.

Francesco Somaini, il visionario che immaginò Manhattan

Francesco Somaini, il visionario che immaginò Manhattan

Nel centenario della nascita di Francesco Somaini, l’Italia riscopre uno dei suoi più grandi scultori grazie all’attività della Fondazione Francesco Somaini ETS, guidata dalla figlia Luisa. Mostre, iniziative culturali e progetti espositivi riportano al centro un artista che ha saputo creare un dialogo unico tra Italia e Stati Uniti.

Le grandi metropoli americane, e soprattutto New York, furono per Somaini il luogo ideale dove immaginare monumentali ”archisculture”: opere concepite per dialogare con l’architettura e denunciare la perdita della dimensione umana nelle città moderne. Attraverso scultura e fotomontaggio, l’artista trasformava lo spazio urbano in una potente riflessione sociale.

La mostra Premonizioni, ospitata alla Biblioteca Nazionale Braidense e curata da Fulvio Irace, ha riproposto immagini visionarie come la Sfinge di Manhattan, il Colosso di New York e una Venezia simbolicamente sommersa dal degrado e dal turismo di massa. Per Somaini il fotomontaggio era uno strumento capace di rendere credibile l’impossibile, amplificando il messaggio delle sue opere.

Dopo il successo alla Biennale di San Paolo del 1959 e la personale all’Italian Cultural Institute di New York, Somaini conquistò importanti collezionisti e istituzioni internazionali, fino a ricevere commissioni pubbliche in città come Baltimora, Atlanta e Rochester.

Tra i suoi progetti più suggestivi figurano la Farfalla della solitudine, il Palazzo del Centauro e la stessa Sfinge di Manhattan, concepita come centro per spettacolo e studi audiovisivi. Opere mai pensate come semplici esercizi di stile, ma come interventi capaci di restituire significato, coscienza e umanità allo spazio urbano.

A cento anni dalla sua nascita, l’opera di Francesco Somaini continua a parlare al presente e rappresenta un ponte culturale ancora vivo tra il Belpaese e gli Stati Uniti.

Paolo Mangia: costruire ponti tra Italia e Florida

Paolo Mangia: costruire ponti tra Italia e Florida

Imprenditore di successo e presidente di Casa Italia Miami, Paolo Mangia è oggi uno dei principali punti di riferimento della comunità italiana in Florida. Italiano, di origini  pugliesi,  Paolo Mangia, ha trasformato un’esperienza nata per imparare l’inglese in una brillante carriera nel settore della logistica internazionale. Accanto all’attività imprenditoriale, Mangia ha dedicato grande impegno alla promozione della cultura italiana negli Stati Uniti. Attraverso Casa Italia Miami e numerose associazioni, lavora per rafforzare i legami tra Italia e Florida, favorendo iniziative culturali, gemellaggi tra città, eventi gastronomici e corsi gratuiti di lingua italiana per i più giovani.La sua visione punta a creare una comunità italiana sempre più unita e consapevole del proprio valore, promuovendo al tempo stesso nuove opportunità di collaborazione internazionale.

Ed è questa la ragione per cui Italic-Us Foundation lo ha accolto con orgoglio e gioia nel proprio Comitato di Sviluppo, nella sezione Governance Comitati Tecnici e Scientifici, con il ruolo di Presidente. Paolo siede nel Board of Directors per le sue doti umane e altresì per una carriera che lo vede oggi titolare della MP Freight Logistics.

Tra i progetti più innovativi figura il Miami Dubai Business Council, un network che favorisce investimenti, networking e sviluppo d’impresa tra due delle economie più dinamiche del mondo. Un’iniziativa che offre alle aziende italiane nuove prospettive di crescita e internazionalizzazione.

Con il suo impegno istituzionale e imprenditoriale, Paolo Mangia rappresenta un esempio di come competenze, spirito di servizio e passione per le proprie radici possano trasformarsi in un ponte concreto tra Italia e Stati Uniti.

Andrea Camporesi: da Faenza a Realtor di successo a Miami

Andrea Camporesi: da Faenza a Realtor di successo a Miami

Determinazione, spirito imprenditoriale e una naturale predisposizione alle relazioni: sono questi gli elementi che hanno portato Andrea Camporesi, originario di Faenza, a diventare uno dei Realtor italiani più apprezzati a Miami.

Dopo gli esordi nella ristorazione e un cambio di rotta seguito alla crisi del 2008, Andrea ha costruito un percorso internazionale fatto di studio, viaggi e crescita personale. Tornato a Miami nel 2015, ha trasformato la passione per l’architettura e la vendita in una carriera nel settore immobiliare di lusso.

Insieme al socio Sabino Papeo ha fondato il Camporesi Papeo Group, distinguendosi per un approccio basato su disponibilità, affidabilità e attenzione al cliente. Un metodo affinato negli anni dell’hospitality che si è rivelato vincente anche nel real estate, soprattutto durante il boom immobiliare vissuto da Miami dopo la pandemia.

Oggi la città rappresenta uno dei mercati più dinamici al mondo, capace di attrarre investitori internazionali e grandi imprenditori. In questo contesto, Andrea e il suo team sono riusciti a raggiungere in pochi anni risultati che normalmente richiedono decenni di esperienza.

La sua storia dimostra come resilienza, formazione continua e fiducia nelle proprie capacità possano trasformare ogni cambiamento in un’opportunità. Per Andrea Camporesi il successo non è frutto del caso, ma della volontà di mettersi costantemente in gioco.

Alessandro Rossi e il vino come esperienza culturale

Alessandro Rossi e il vino come esperienza culturale

Alessandro Rossi racconta il vino come un intreccio di emozione, cultura e scienza. Nel podcast Deep Red Stories su Spotify, ogni bottiglia diventa una storia fatta di territori, persone e tradizioni.

La sua passione nasce a 17 anni, dopo l’assaggio di un vino romagnolo affinato in barrique. Da lì prende forma un percorso che lo porta dagli studi a Digione alle esperienze nelle enoteche romagnole, fino alla carriera in Heineken Partesa, dove sviluppa forti relazioni con il mercato americano.

Per Rossi il vino non è soltanto degustazione, ma conoscenza diretta del terroir, dei produttori e della cultura che si cela dietro ogni etichetta. Oggi collabora con realtà importanti come Paestum Wine Fest e Milano Wine Week, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni a un consumo più consapevole e autentico.

Tra i vini che ama di più ci sono il Riesling e il Sangiovese, simboli di una passione che continua a costruire connessioni sempre più forti tra Italia e Stati Uniti.