Il turismo italiano rappresenta un ecosistema vastissimo, pari a circa il 20% del PIL, ma difficilmente misurabile nelle sue specificità. Secondo Enzo Carella, direttore di Federterziario e imprenditore nel settore hospitality con Life Resorts, il comparto è formato da una rete di micro e piccole imprese che, grazie alla loro dimensione, mostrano grande resilienza e capacità di adattamento.
Il turismo è il vero ambasciatore dell’Italia: integra enogastronomia, cultura, wedding, shopping e valorizzazione dei borghi, fungendo da moltiplicatore economico anche per settori non strettamente turistici. Dopo il Covid, l’Italia ha recuperato terreno, tornando competitiva con Paesi come Francia e Spagna, anche grazie alla rinnovata attenzione verso natura e cultura.
Tuttavia, la bellezza non basta. Carella sottolinea la necessità di programmazione, formazione aggiornata e soprattutto di dati tempestivi e integrati: le statistiche di ENIT e ISTAT risultano spesso datate, mentre la governance è frammentata tra Regioni con criteri disomogenei (persino nella classificazione delle stelle alberghiere).
Il settore è però molto rapido nell’adozione del digitale: prezzi e offerte variano continuamente in base alla domanda, in un “magazzino digitale” governato prevalentemente da operatori privati. Per creare una visione trasversale e coordinata è nata Filiera Turismo Italia, think tank sostenuto da Federterziario Turismo, con l’obiettivo di aggregare dati, competenze e strategie, superando frammentazioni associative e logiche di lobby.
Elemento centrale resta la customer care: il turista chiede esperienze integrate e affidabili, dal concierge alle visite in frantoi e cantine, fino alla scoperta del territorio. La sfida, dunque, è trasformare un patrimonio diffuso in un sistema organizzato, competitivo e orientato al futuro.


